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FAUSTO TOMMASINA
Il locarnese Fausto Tommasina a differenza di Rossella Rapetti e Alessandro Fieschi non si è agganciato ad alcun gruppo. Come e più di numerosi altri artisti,non solo della sua generazione, lavora da isolato, nel chiuso dello studio a pochi passi dal ponte sulla Maggia, tra Locarno ed Ascona. Lo spazio di vita e lavoro è un luogo di ritiro o quasi, dentro il quale s'interroga e medita, affronta la tela bianca o il supporto di carta, su cui imprime segni e colori. Il temperamento dell'ancor giovane artista ha questa allure solitaria: sembrano lontanissime le frenesie che accompagnano la vita di molti suoi colleghi, intenti a conquistarsi visibilità e, in più casi, un improbabile notorietà. Le preoccupazioni di Tommasina toccano però il capitolo della sopravvivenza materiale:vivere di pittura non è facile. Ma la passione, la fede, la dedizione sono più forti di ogni altra cosa: la scelta è radicale. A questa assolutezza non s'accompagna tuttavia un percorso espressivo lineare. La scelta di poetica non si è fin qui focalizzata e precisata. I registri stilistici convivono: Tommasina li alterna, senza restringerne l'uso, ma ricorrendovi a fasi sucessive. Più che sul terreno linguistico, gli elementi chiamati a dare continuità ai suoi cimenti sono da individuare in alcuni "oggetti", per lo più organismi vegetali o animali. L'artista li scruta nelle diverse fasi del loro ciclo, dalla nascita alla morte. Dal momento del loro fulgore a quello del declino, fino alla loro consunzione. E forse, ci pare, in questo itinerario tra organico e disorganico, tra vita e morte, lo soccorrono le varianti stilistiche: dall'oggettivazione quasi fotografica alla decostruzione informale. Quel che di primo acchito può sembrare un evidente eclettismo finisce per trasformarsi in una esigenza espressiva che corrisponde, almeno fin qui, alle interrogazioni del pittore di fronte alla condizione umana, alla natura, al cosmo. Perché in fondo a questo processo, alla volontà di darne testimonianza con i mezzi pittorici, riffiora il lungo, ineludibile e irrisolto rapporto con il mondo organico, e di questo grande e controverso capitolo Tommasina tende, nel tempo, a coglierne i vari aspetti: da quelli naturali a quelli esistenziali. Dei vari percorsi intrapresi nella sua esplorazione del mondo, utilizzando, come premesso, registri diversi, abbiamo scelto ciò che ci è sembrato più affine all'indirizzo delle nostre mostre, in particolare di quella in corso, che lo vede confrontato a Rapetti e Fieschi. Si tratta di un gruppo di opere a carboncino che offrono uno spaccato suggestivo dello sviluppo della sua traiettoria, tra resa poetica, oggettivazione e decostruzione degli "oggetti" , definizione dello spazio fisico e mentale che li circonda. CN
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