A R C H I V E S 2
E X H I B I T I O N
14 MAGGIO - 14 GIUGNO : M A N L I O M O N T I / B R U N O T O S I / L O R E D A N A S E L E N E R I C C A
Artisti a confronti
Da poco concluso il primo appuntamento dedicato all'omaggio a un maestro, uno dei temi previsti dal programma, Pangeart dà vita a una nuova iniziativa espositiva, stavolta riservata a un confronto.Un confronto, in orizzontale, tra opere di tre artisti della nostra area, rappresentativi delle generazioni di mezzo, fra quelle in attività. Si tratta di due pittori , Manlio Monti e Bruno Tosi, e di una scultrice,Fernanda Cariboni. Le note introduttive sono di Claudio Nembrini.
Loredana Selene Ricca. Nel lavoro di Loredana ci sono forme e segni che ci
parlano di nascite, di tempo della formazione del corpo.
Scrittura-segno che agisce sullo spazio del quadro,
esse comunicazioni e si esalta nelle sculture di plastica.
Questa è la parte informale della sua arte. Sprigiona
dalle sue sculture tessili più corpose, domina il fondo
dei suoi quadri con lo spessore di materia pittorica e con l
e forme dominanti che sono ventri, maternità e nicchie
tombali.
Ci sono quadri di natura pregni di materie, spesso in
collages, o fortemente simulati.
Il piacere della pittura è dato dall'occhio, il piacere dei "trasparenti"
è tattile. La prima attrazione è data dai materiali dell'opera: canapa,
fibre naturali, filo di lino, seta, carta di riso e carta di papiro.
La bellezza artigianale dei manufatti non nasconde, anzi
esalta un corpo sofferente di donna - corpo ansioso,
interrogante.
Anche nei cicli "di natura", nella pittura di tarda
evocazione informale, ciò che conta è la forma-corpo nella
guaina materica: dipingere il corpo, scrivere sul corpo.
-Tratto dal testo del catalogo "Segni".
Ed è proprio del periodo dedicato ai cicli "di natura" che
Pangeart presenta una serie di pastelli, realizzati tra il
1999 ed il 2000.
Piero Del Giudice, Milano
Tratto dal testo del catalogo "Segni" di Loredana Selene Ricca
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