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Loredana Müller Donadini
LA NATURA IN CROCE
" …. Non è un puro caso che l'artista Loredana Müller, per la sua tesi d'esame all'Accademia di Roma abbia scelto la relazione tra due maestri? Tra l'opera esemplare di Morandi, che sorge dall'Humus, dalla sua sostanza organica poeticamente trasfigurata per lambire il sublime, con quella poeticamente fantastica di Klee? Terra e cielo, cielo e terra. Di qui, forse, la scelta di assimilare l'insegnamento di certa scuola romana, quella che vede in prima fila gli amati e studiati Achille Pace e Guido Strazza, e in genere gli esponenti del Gruppo Uno: gli interpreti di un'astrazione lirica fantastica e rigorosa, soprattutto quando il colore e la materia magra, cedono il passo al segno: accade anche a Loredana e, non a caso, i suoi lavori grafici tendono a obbedire a una sotterranea razionalità, sia pure poeticamente stravolta: è il suo "fantastico" stravolgimento a conferire loro fascino e mistero."
"Ma tutto questo avviene dopo, nel tempo: Loredana prima degli anni romani ha studiato in Ticino e ha avuto tra i maestri decisivi Massimo Cavalli. Non è difficile percepire il peso della sua lezione: il ruolo della materia organica, il fascino dell'ultimo naturalismo arcangeliano, anche se già nell'opera matura del pittore ticinese, tra le figure di spicco del secondo '900, s'avverte l'incombere di una sua conquistata razionalità, con ascendenze francesi. Questa misura passa nel lavoro successivo di Loredana, a dosi alterne, incontrandosi con altre sue propensioni: l'attenzione per l'artigianalità, la scoperta dell'alchimia, il crescere di una personale visione del mondo, frutto di letture appassionate e intrecciate, ma anche di un bisogno vitale di esprimere e esprimersi. Per l'artista supporti e pigmenti concorrono all'opera in modo essenziale; sono, in qualche modo, il prolungamento naturale del corpo, il passaggio dall'azione alla rappresentezione all'interno di un ordine che salda la natura-vegetale alla natura- animale, congiungendola infine alla natura umana. Di qui il ricorso a elementi naturali, la loro trasformazione in supporti ( carte povere ) grazie a tecniche artigianali, su cui applicare i colori, non spremuti da tubetti industriali, ma ricavati da pigmenti vegetali, secondo un'antica pratica alchemica. Ritualità e artigianalità si incontrano,soccorrono l'azione dell'artista, il suo liberare appassionato segni e colori."
"Loredana costruisce liberamente ma sapientemente l'opera: lo si vede dall'ordine che la sorregge, in un confronto continuo con il suo opposto: la libertà esecutiva estrema, la gestualità informale. Non solo nei piccoli formati, comprensibilmente più sintetici, più tenuti. Ma anche nei lavori di dimensioni maggiori, che richiamano le finestre, le vetrate. Finestre di luce e colore: luce colorata, ritmata, sospesa a volte in una sorta di turbinìo fantastico.Di microcosmi vegetali, filtrati dagli impulsi dell'anima. Ma anche di colori più queti, autunnali, liricamente sommessi nel loro annunciarsi discreto. Fanno pensare, a tratti ai moti interiori dell'artista, ai suoi trasalimenti, alle sue ferite, ai suoi soprassalti di gioia e di dolore; al loro trasformarsi in scale musicali illuminate dai colori e dalla forma, disegnate dalle note: ora acute, cristalline; ora basse, gravi, intervallate da silenzi."
"Loredana vive e lavora anche ai margini del suo cimento d'artista: si occupa di anziani, da tempo, cui trasmette a modo suo valori etici ed estetici, fuori dalle formule aride e mentali cari a certa sociologia di moda. La sua sensibilità nasce dal primordio dell'atto creativo, dal contatto diretto con la sostanza che lo genera; dall'emozione che suscita, non dalle teorie che genera in chi non ha strumenti naturali adeguati. L'artista profonde il suo sentire e il suo sapere, così come, in altri momenti il suo operare, promuove l'attività artistica di terzi, pittori in genere vicini al filone che le è affine.E' una scelta di vita a un tempo necessaria e complementare, anche se l'affatica a volte oltre misura. Ma lo fa con scrupolo e passione. Nutre e si nutre. Si misura con la vita, si confronta, in un atto di prolungata generosità. Loredana ha una visione circolare dell'arte, crede nella sua soggettività, nella sua unicità: nel bisogno conseguente di praticarla nell'appartatezza della casa-studio. Ma anche della necessità di divulgarla, di dividerne l'impatto con altri, di far si che il viaggio tra le sorgenti dell'opera d'arte e la sua destinazione sia più lungo e intenso possibile. Anche questo è un luogo, un luogo del suo pensiero, del suo modo di esistere tra istinto e razionalità, regole e trasgressione, il suo è un particolare itinerario umano, le opere divengono la sua storia d'artista."
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